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LE CERTEZZE, I DUBBI E LE SERATE
Come certamente tutti i genitori degli alunni del
nostro Istituto Scolastico sanno, ogni anno vengono
organizzati degli incontri/corsi per la “formazione” dei
genitori.
Nell’anno scolastico che si sta concludendo sono
state organizzate le seguenti iniziative:
-
un corso di formazione di tre serate sul tema “I
ruoli genitoriali come binario e treno che conducono verso
l’autonomia e la realizzazione di sé” (ottobre 2002)
-
un corso di formazione di dieci serate (cinque per
genitori o insegnanti e cinque per genitori + insegnanti)
sul tema “La relazione e la comunicazione scuola-famiglia
così come ora è e come si avverte dovrebbe essere per il
ben-essere degli alunni-figli e degli adulti che vi si
giocano” (febbraio-maggio 2003)
-
due incontri sui temi “Igiene personale e
prevenzione delle malattie infettive” e “Educazione
alimentare e prevenzione” (dicembre 2002).
In qualità di genitori di un alunno frequentante la Scuola Elementare
abbiamo ritenuto utile partecipare a questi incontri.
Personalmente ho partecipato ai corsi condotti da Annamaria Salvadori sulle
tematiche socio-affettive e sulla relazione Scuola-famiglia.
Non so dire se il livello numerico di partecipazione dei genitori (e degli
insegnanti) possa essere considerato un successo; non ho
invece alcun dubbio sull’utilità, sulla qualità, sul
valore, sull’importanza di queste esperienze.
Da quando mio figlio ha iniziato la Scuola Materna ho sempre cercato di
partecipare a questi incontri e posso affermare che al
termine di ogni serata ho ritenuto che avrei fatto un torto
a mio figlio se non vi avessi partecipato. Semmai, se
rammarichi ho avuto, sono derivati dal fatto di non averne
frequentato prima che nascesse.
Sono diventato più consapevole di quanto delicato e complicato sia il
ruolo di genitore e di quanta incolpevole superficialità ed
ignoranza condizionano in molti casi il rapporto con i
nostri figli ed i comportamenti nei loro confronti.
Mi rendo conto ogni giorno dei miei limiti in rapporto al ruolo e di quanti
errori commettiamo nell’impostazione educativa e nel modo
di comunicare con i nostri figli, ma credo che anche solo
qualche volta il capire di sbagliare possa essere utile.
I corsi di questo come dei precedenti anni ci hanno aiutato a comprendere
quanto sia fondamentale la componente psicologica,
emozionale, socio-affettiva come base su cui eventualmente
costruire una crescita ed una dimensione culturale e
cognitiva in ogni caso non disgiungibili da una equilibrata
e serena crescita emotiva.
E su questi temi genitori ed insegnanti giocano un ruolo fondamentale e
possono “marcare” e condizionare una persona per tutta
la vita.
E’ vero, ogni genitore ha le proprie convinzioni, il proprio percorso di
crescita, i propri schemi, le proprie consolidate certezze.
E i propri dubbi.
Partecipare alle serate con Annamaria non necessariamente vuol dire
“imparare”, “cambiare”; vuol dire forse avere il
coraggio di mettersi in discussione, di sapere che vi
possono essere e vi sono altri modi, altre teorie,
supportate dallo studio e dalla conoscenza, anche
scientifica.
Forse anche per scoprire che tanti nostri schemi e comportamenti derivano
unicamente dalla nostra esperienza di crescita quasi sempre
inconsapevolmente e incolpevolmente impostata e condizionata
da modelli interpretativi e culturali rivelatisi errati a
seguito delle moderne scoperte in ambito psicologico e
pedagogico. O per capire che ogni nostro intervento
determina delle precise conseguenze.
Anche per questo chiedo ai genitori di non sottovalutare queste opportunità;
personalmente credo che ciò sarebbe molto sbagliato. Lo
dobbiamo ai nostri figli.
Lo so, la vita di oggi ci ha riempito di mille impegni, di tante cose da
fare, probabilmente tutte importanti.
Quasi tutte però condizionate dalla necessità di “avere”,
dall’obbligo di “consumare”, di “apparire”, e non
dall’importanza dell’“essere”.
Ma cosa c’è di più importante dei nostri figli? Di cosa hanno bisogno i
nostri figli? Di “avere”? Che cosa?
Credetemi, non è tempo perso, non sono serate sprecate.
Penso inoltre che solo genitori attenti e presenti possano essere da
stimolo e intrattenere costruttivi rapporti con insegnanti
impegnati e consapevoli dell’importanza fondamentale del
loro ruolo anche nella costruzione delle persone. E
purtroppo non sempre anche gli insegnanti, oltre a noi
genitori, dimostrano di essere sufficientemente attrezzati e
impegnati intorno ai temi dello sviluppo socio-affettivo e
psicologico e delle conseguenze dei loro atteggiamenti e
comportamenti sui bambini/ragazzi/alunni.
In qualità di rappresentante dei genitori nel Consiglio di Istituto e a
nome dei genitori partecipanti ai corsi dell’anno
scolastico 2002/2003, ringrazio la nostra scuola,
l’Istituto Pubblico “F. Tonolini”, per l’importanza
che assegna e che spero abbia la possibilità di continuare
ad assegnare in futuro a queste tematiche.
Clemente Facchini
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