ASPETTI ORGANIZZATIVI  E GESTIONALI D'ISTITUTO

PRESENTAZIONE SINTETICA

 

QUADRO TEORICO

 

Autoanalisi: perché?

 

Al di là delle disposizioni normative, fra cui l'art. 4 del D.P.R. n. 275/1999 e il D.M. n. 100/2002, che intendono la valutazione d'istituto come un dovere, consideriamo tale operazione un’opportunità perché è uno stimolo:

-         ad accrescere la professionalità dei singoli  docenti, del personale ATA e del dirigente scolastico, promuovendo uno  stile riflessivo sulla propria azione; il punto di riferimento teorico, in questo caso, è rappresentato in particolare da D. Schon1, il quale, collegandosi a J.Dewey, sottolinea come il pensiero riflessivo, applicato sistematicamente alla pratica quotidiana, possa essere la via principale per potenziare le competenze e l'efficacia dell’azione professionale; 

-         a migliorare l'offerta formativa dell'istituto, attivando una serie di iniziative che richiedono una riflessione sulla progettazione dell'organizzazione e della gestione dei servizi educativo-didattici, amministrativi e ausiliari; la riflessione può favorire, da un lato, l'aumento della consapevolezza della propria identità culturale e pedagogica e, dall'altro, crea le premesse per elaborare piani di azione innovativi; i punti di riferimento teorici, sono K. Weick2  che sottolinea l'importanza, in un'organizzazione, dei processi di creazione di senso attraverso un’interazione continua tra l'azione svolta e la rappresentazione concettuale che se ne dà e l'attribuzione di senso che le viene assegnata, e C. Argyris e D. Schon3, che rilevano l'importanza, da parte degli attori di un'organizzazione, di partire da una situazione problematica, da cui far scaturire un'indagine che permetta di mettere in luce le teorie (schemi, mappe, convinzioni) e i valori che ispirano le proprie azioni e di passare ad una loro modifica migliorativa (apprendere ad apprendere). 

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Come?

 

Il percorso che abbiamo seguito può essere ricondotto alla strategia della Ricerca-Azione:

- Ricerca: abbiamo cercato di riflettere su un aspetto ritenuto strategico all'interno dell'istituto; abbiamo analizzato come esso è stato progettato e come è stato realizzato  concretamente nel corso dell’anno; durante l’analisi sono emerse le concezioni sottese, diverse a seconda dei soggetti coinvolti; si è cercato, inoltre, di allargare le conoscenze sia attraverso un confronto a più livelli (Gruppo di Valutazione, Staff, Gruppo di docenti, Gruppo di genitori ...), sia tramite approfondimenti teorici (lettura di saggi) e contributi di un esperto (Mario Castoldi);

- Azione: via via, sulla base dei dati analitici raccolti tramite un’indagine svolta con vari strumenti di rilevazione e tenendo conto delle interpretazioni/valutazioni espresse, abbiamo progettato un piano di azione migliorativo, che stiamo cercando di realizzare in quest'anno scolastico. Nel contempo continua la nostra riflessione.

 Concretamente, nel procedere, abbiamo compiuto delle operazioni che sono riconducibili a quelle previste dalla strategia del problem solving:

-         identificazione e messa a fuoco del problema

-         esplorazione del problema

-         raccolta, elaborazione, interpretazione dati

-         formulazione ipotesi (soluzioni)

-         scelta soluzione e pianificazione

-         valutazione.

 Le varie operazioni sono state compiute sotto la guida dell’esperto che ci ha fornito del materiale utile ad orientare la nostra riflessione e ci ha assistito costantemente in itinere.

Durante il percorso, l’autoanalisi ci ha portato a rivedere le operazioni compiute precedentemente e a risistemare quanto avevano elaborato. Pertanto, sono stati messi in atto dei processi ricorsivi tra un’operazione e l’altra, così come tra l’azione dell’Istituto e la sua rappresentazione da parte dei vari attori, tra la situazione “reale“ e la rappresentazione “ideale” dell’aspetto assunto come oggetto di riflessione.

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Verso cosa?

L’autoanalisi e l’autovalutazione mirano a migliorare la qualità dei servizi scolastici, in particolare dell’offerta formativa (educativo – didattica).

Ma cos’è la qualità?

L’idea sottesa al progetto è che si debba parlare di qualità al plurale: non esiste una qualità come un dato oggettivo da scoprire, quanto piuttosto esistono modi diversi di  percepire la realtà e di connotarla in termini qualitativi.

Ciò è dovuto anzitutto alla diversità dei possibili approcci; nell’ambito della valutazione6 sono emersi e, soprattutto nel passato, si sono scontrati due orientamenti/paradigmi diversi per concezioni e sensibilità sul piano educativo-didattico, organizzativo e gestionale della scuola, per modalità differenti di considerare la metodologia scientifica:

v     paradigma funzionalista (od oggettivo): basato sulla convinzione che la realtà è misurabile e quantificabile; da qui la focalizzazione sui risultati, sulla loro misurabilità, sul binomio costi-benefici;

v     paradigma fenomenologico (o qualitativo): pone l’accento sui processi soggettivi, sulle esigenze e sul coinvolgimento personale, sulla significatività delle esperienze.

Alla diversità degli approcci corrisponde una diversità nella scelta degli strumenti:

-         il paradigma funzionalista – oggettivo utilizza i questionari, i dati statistici, gli indicatori7;

-         il paradigma fenomenologico – soggettivo fa ricorso all’intervista, al focus group, all’osservazione ( di tipo aperto con rilevazione narrativo-diaristica; di tipo strutturato: con griglie…)8.

 Accanto ai due paradigmi indicati, ne è emerso un terzo che mira ad una loro integrazione. É a questo tipo di paradigma, che possiamo denominare “integrato”, che si ispira al progetto SALICE.

Riteniamo che gli aspetti qualitativi (significatività delle esperienze, processi cognitivi, emotivo-affettivi, relazionali...) siano molto importanti, costituiscano una componente di rilievo dell’offerta formativa9; contemporaneamente, però, consideriamo rilevanti anche gli aspetti quantitativi (risultati, misurazione degli apprendimenti, rilevazione e confronto di dati).

In coerenza con questo tipo di paradigma, si è fatto ricorso ad una pluralità di strumenti: questionari, focus group, discussione, indicatori ...

La complessità del concetto di qualità è dovuta, inoltre, alla diversità dei livelli o fasi di osservazione; da questo punto di vista un contributo teorico importante proviene da R. Normann10 , ispirandosi alle cui riflessioni possiamo individuare:

-         la qualità attesa, ossia l’insieme dei bisogni e delle attese dei fornitori del servizio scolastico;

-         la qualità progettata, ossia il piano delle attività e degli obiettivi elaborati dall’Istituto;

-         la qualità erogata, ossia il servizio effettivamente svolto dall’Istituto;

-         la qualità percepita, ossia il modo in cui viene colto il servizio erogato.

La percezione varia a seconda del punto di vista dei soggetti coinvolti nel servizio scolastico: alunni, genitori, docenti, dirigente scolastico, personale ATA ....

 Pertanto alla base del progetto SALICE vi sta un concetto complesso di qualità, che richiede un approccio integrato di aspetti qualitativi e quantitativi, da rilevare con una varietà di strumenti (qualitativi e quantitativi), tenendo conto dei differenti livelli di osservazione e dei punti di vista dei soggetti sia erogatori che fruitori dei servizi scolastici.

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L’ESPERIENZA 

 

A.         L’ORGANIZZAZIONE

 

Struttura organizzativa

 

É stata prevista un’organizzazione articolata su due livelli:

-         di rete;

-         di istituto.

A livello di rete si è costituito un Gruppo di Lavoro (GL), composto da due rappresentanti (preferibilmente dirigente scolastico e un docente); il gruppo complessivamente era composto lo scorso anno da una quarantina di persone.

Il GL, in alcune fasi, si è articolato in tre sottogruppi territoriali: uno della bassa, uno della media ed uno dell’alta Valle.

A livello d’Istituto si è puntato su:

-         coinvolgimento del Dirigente Scolastico e dello Staff dirigenziale, in particolare per garantire il supporto necessario (organizzativo, promozionale e finanziario) all’iniziativa e per partecipare direttamente ad alcuni processi valutativi;

-         individuazione di un docente referente, avente il compito di gestire e coordinare la realizzazione del progetto;

-         costituzione di un Gruppo di Autoanalisi e Valutazione d’Istituto(GAVI), con il compito di fornire un supporto operativo al docente referente;

-         coinvolgimento del Collegio docenti, che ha approvato il progetto, ha assegnato il mandato di realizzazione del progetto al Referente e al GAVI.

 

Il percorso è stato suddiviso in 4 fasi, per ognuna delle quali è stato previsto un incontro con l’esperto:

1 –  verifica delle condizioni di partenza, identificazione e analisi del problema;

2 – pianificazione dell’impianto di indagine, con preparazione dei relativi strumenti di indagine;

3 – elaborazione e interpretazione dati;

4 – elaborazione di un piano di azione e documentazione dell’esperienza.

Ogni fase è stata affrontata  a livello di gruppo completo; si è progettato il lavoro da compiere  e si è compiuta una riflessione comune sul cammino svolto.

 Dopo ogni incontro, le operazioni previste sono state svolte a livello di istituto; inoltre vi è stato uno scambio di informazioni e riflessioni (metavalutazione) a livello di sottogruppi territoriali, con incontri appositi.

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L’esperto

Tutte le fasi di pianificazione e realizzazione del progetto SALICE sono state seguite da Mario Castoldi, autore di vari volumi e saggi11 riguardanti l’autoanalisi d’istituto.

In particolare, i suoi interventi hanno mirato a:

-  formare i referenti;

- stimolare la discussione e lo scambio di esperienze;

- assistere il lavoro in itinere.

 

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Le comunicazioni

Vi sono stati quattro incontri diretti con l’esperto; per la consulenza in itinere si è utilizzata la posta elettronica.

Abbiamo, inoltre, allestito questo sito, sul quale abbiamo pubblicato, fra l’altro, il materiale prodotto dalle scuole; il sito è in fase di revisione e integrazione.

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B.  IL PERCORSO

 

Le condizioni di partenza

 

Ci siamo interrogati sulle condizioni indispensabili per avviare il percorso valutativo.

La riflessione è stata orientata in particolare a prendere in considerazione:

-    le condizioni organizzative: per verificarne l’esistenza, si è fatto ricorso ad uno strumento di riflessione che è stato utilizzato dal dirigente scolastico e dal docente referente;

-         le condizioni di condivisione: si è presentato il progetto al Collegio Docenti che ha affidato il mandato di gestirlo al docente referente e al GAVI.

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Individuazione di un argomento rilevante

 

Viene previsto un procedimento per “piccoli passi”, concentrando l’attenzione su un singolo problema circoscritto, in modo da poterlo analizzare a fondo e far convogliare al meglio le risorse disponibili per la sua soluzione.

Pertanto, ogni Istituto ha individuato un argomento ritenuto rilevante a livello organizzativo, gestionale e curricolare. L’individuazione è avvenuta a livello di GAVI; tra gli argomenti prescelti vi sono stati: il funzionamento del Collegio Docenti, il funzionamento del Consiglio di Classe, le relazioni tra scuola e famiglia, il curricolo locale, la motivazione ad apprendere.

 

Un’altra strada che si può percorrere per individuare l’argomento è quella di utilizzare dei questionari appositi rivolti ai docenti, ai non docenti, ai genitori, ricorrendo ad un approccio quantitativo12.

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Analisi dell’argomento

 

Per analizzare l’argomento prescelto abbiamo seguito tre strade:

-         problematizzazione dell’argomento (attraverso la strategia del brain storming e/o della discussione, a livello di GAVI), con organizzazione delle risposte in una tabella sulla base dei seguenti criteri di classificazione: punti forti e  punti deboli;

-         elaborazione di una mappa concettuale per rappresentare lo stato della situazione dell’Istituto relativamente all’argomento;

-         elaborazione di domande chiave.

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Preparazione di strumenti

 

Assumendo come punto di riferimento le domande chiave individuate, è stato predisposto un piano di indagine che ha previsto l’utilizzazione di vari strumenti riconducibili ad un approccio “integrato” (qualitativo e quantitativo):

 

-         griglia di analisi del POF o di altri documenti (per rilevare il dichiarato)

-         questionario (per rilevare il tipo di percezione con approccio quantitativo)

-         focus group  (per rilevare il tipo di percezione con approccio qualitativo)

-         indicatori metrici (per rilevare il realizzato).

 Una volta individuati gli strumenti, si è passati alla loro elaborazione e si è definito un piano operativo per la loro utilizzazione, precisando: a chi si rivolgono, chi li utilizza, quando li si usa e come li si usa.

 

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Elaborazione dei dati

 

I dati, raccolti tramite i vari strumenti utilizzati, sono stati tabulati, rielaborati statisticamente (ricavando media, mediana, deviazione standard) e rappresentati tramite grafici sia di tipo analitico che sintetico.

In particolare, interessante è risultato il seguente diagramma di sintesi attraverso cui è possibile cogliere visivamente la situazione relativa:

-         all’elaborazione progettuale: quadrante tra dichiarato e autopercepito;

-         alla realizzazione: quadrante tra autopercepito e agito;

-         alla rappresentazione: quadrante tra agito ed eteropercepito;

-         alla comunicazione: quadrante tra eteropercepito e dichiarato.

La rappresentazione grafica sintetica consente di evidenziare i punti critici.

 

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Interpretazione dei dati

 

Dalla lettura dei grafici siamo passati all’interpretazione; per compiere questo processo abbiamo focalizzato dei criteri/fattori di qualità che sono emersi durante le riflessioni sia all’interno dell’istituto che all’esterno (Gruppo di lavoro del  Progetto SALICE), sia attraverso la riflessione su esperienze compiute da altre scuole che attraverso la lettura di saggi relativi all’argomento.

 

Quindi abbiamo elaborato una mappa della qualità riferita all’argomento. L’elaborazione della mappa di qualità è avvenuta sulla base delle riflessioni che via via sono state compiute dalle persone coinvolte nel progetto e anche dei contributi che sono stati forniti dall’esperto; pertanto, rispetto alla mappa elaborata nella fase iniziale di analisi dell’argomento, rappresenta uno sviluppo significativo.

 

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Piano di sviluppo

 

Per delineare un piano di azione migliorativo si è compiuta inizialmente una sintesi relativa alla situazione attuale dell’istituto, individuando principali punti di forza e di debolezza, in analogia con quanto già compiuto nella parte iniziale del percorso (più volte nel corso delle operazioni si è ritornati su quanto era stato compiuto precedentemente, secondo una logica ricorsiva); per l’anno scolastico successivo sono state delineate possibilità/opportunità di sviluppo e rischi da evitare.

 

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Sintesi del percorso

 

Il processo di autoanalisi e autovalutazione da noi compiuto ci ha portato ad evidenziare in modo critico la situazione attuale del nostro istituto; la riflessione, svolta in varie sedi e con soggetti diversi, ci ha consentito di delineare dei criteri condivisi di qualità e quindi delle mete a cui tendere. Confrontando la situazione attuale con la mappa di qualità delineata, tenendo conto del contesto concreto, abbiamo elaborato un piano di miglioramento.

 

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1 D. Schon, “Il professionista riflessivo”, Dedalo, 1993.

2 K. Weck, “Senso e significato nell’organizzazione”, Cortina, 1997.

3 C. Argyris-D. Schon, “Apprendimento organizzativo”, Guerini e associati, 1996.

6 M. Lichtner, “La qualità delle azioni formative”, Franco Angeli, 1999.

7 E. Gattico e S. Mantovani, “La ricerca nel campo in educazione.I metodi quantitativ”i, B. Mondatori, 1998.

8 S. Mantovani (a cura di), “La ricerca sul campo in educazione. I metodi qualitativ”i, B. Mondatori, 1995.

9 Una difesa di questo tipo di approccio è contenuto nel volume di P. Bertolini (a cura di), “La valutazione possibile”, La Nuova Italia, 1999.

10 R. Normann, ”La gestione strategica dei servizi”, Etas Libri, 1985.

11 M. Castoldi è stato Dirigente Scolastico, ora è docente di Didattica Generale presso l’Università degli Studi di Torino; da tempo si occupa del tema dell’autoanalisi d’istituto. Le sue opere costituiscono un riferimento fondamentale per il nostro progetto: “Verso una scuola che apprende”, SEAM, 1995, “Segnali di qualità”, La Scuola Editrice, 1998, “La scuola sotto esame”, La Scuola Editrice, 2000, A cura di,  “L’efficacia dell’insegnamento”, Franco Angeli, 2002, “Autoanalisi di istituto”, Tecnodid, 2002. In quest’ultimo volume, uscito proprio lo scorso anno mentre era in fase di attuazione il nostro progetto, è descritto ampiamente lo sfondo teorico e il percorso operativo che sta alla base del progetto SALICE.

12 Vedi M. Castoldi, “Autoanalisi di Istituto”, Tecnodid 2002, pp. 80 – 97.

 

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