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Introduzione
Quasi tutta l'Europa uscì distrutta dalla guerra. I sopravvissuti dei campi erano in condizioni spaventose, sia fisicamente sia psicologicamente. A Norimberga nel 1945 i comandanti nazisti rimasti in vita vennero processati per crimini di guerra. A questo seguirono altri processi simili, ma migliaia di criminali elusero la giustizia e alcuni di essi sono tuttora a piede libero. Lo stato di Israele aprì le porte a tutti gli ebrei: la sua nascita può considerarsi l'eredità positiva dell'Olocausto. Gruppi neonazisti proclamano ancor oggi il loro odio per gli ebrei e per altre minoranze e insistono nel dire che l'Olocausto non è mai avvenuto.
CONTENUTI
La seconda guerra mondiale aveva devastato l'Europa. Linee ferroviarie, ponti, condutture idrauliche ed elettriche, strutture sanitarie e altre infrastrutture erano in rovina. Milioni di case erano state rase al suolo. Fabbriche, imprese, fattorie e luoghi di lavoro erano inutilizzabili. Milioni di persone che vi avevano lavorato erano morte.
La guerra creò sessanta milioni di senzatetto. Milioni di civili erano stati presi in mezzo al fuoco incrociato, vittime non intenzionali. E si stimò in undici milioni il numero di persone che erano morte, o erano destinate a morire, per mano dei nazisti a causa della loro razza, religione, tendenza sessuale, dei loro handicap mentali o fisici, della loro opposizione ideologica, o per essersi opposte al genocidio nazista.
Dopo la resa tedesca, la Germania fu divisa in quattro zone di occupazione
controllate rispettivamente da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Unione
Sovietica. Le decisioni venivano prese dalla Commissione di controllo
degli Alleati, composta da rappresentanti dei quattro stati vincitori. Gli
Alleati liberarono i campi
di concentramento: quello che videro lasciò in loro un'impressione
indelebile. I campi erano disseminati di migliaia di cadaveri. Evidentemente
l'esercito tedesco aveva cercato di uccidere il maggior numero possibile di
prigionieri non appena saputo che gli Alleati erano nelle vicinanze. Migliaia di
detenuti furono trovati ancora vivi per miracolo, la vita appesa a un filo.
Quasi tutti erano letteralmente pelle e ossa, consumati da anni di fame e di
lavori forzati. Esseri umani un tempo pieni di salute, che avevano pesato 70
chili, ora ne pesavano meno di 35.
Le malattie infettive erano talmente violente che molti campi dovettero essere
rasi al suolo per prevenire le epidemie. La salute di migliaia di sopravvissuti
era talmente compromessa che, nonostante le cure mediche e il cibo, morirono
pochi giorni dopo la liberazione.
I
campi dei dispersi
Il
processo di Norimberga
I
risarcimenti
La
fondazione dello stato di Israele
Neonazisti
e revisionisti americani
Il
trattato delle Nazioni Unite sul genocidio
Al termine della seconda guerra mondiale vi erano otto milioni di persone
strappate alle loro terre d'origine a causa delle ostilità. Alla fine del 1945
quasi sei milioni erano riusciti a tornare a casa propria. Rimanevano due
milioni che non potevano venire rimpatriati; furono temporaneamente alloggiati
nei campi dei dispersi (DP = Displaced Persons Camps), gestiti
dall'Organizzazione per il soccorso e la riabilitazione, facente capo alle Nazioni
Unite.
Tra questi vi erano 50.000 ebrei liberati dai campi
di concentramento. Molti, provenienti dalla Germania o dall'Austria, non
avevano alcun desiderio di tornare alle loro case; altri, originari di paesi
diversi, non sapevano dove tornare, dal momento che intere città e villaggi
ebraici erano stati rasi al suolo. Molti fra questi ebrei erano gli unici
sopravvissuti di tutta la loro famiglia.
Questi campi DP erano per lo più, in origine, campi militari: ora erano
sovraffollati e le condizioni di vita tutt'altro che lussuose. Gli ebrei che si
erano nascosti o che erano andati a combattere nei gruppi partigiani
vi si diressero.
Nell'agosto del 1945 una relazione commissionata dal presidente degli Stati Uniti Harry Truman sullo status degli apolidi d'Europa approfondiva in particolare l'argomento degli ebrei. Il presidente richiese che l'Inghilterra concedesse 100.000 visti per la Palestina allora sotto mandato britannico. Gli inglesi cercarono di limitare l'immigrazione ebraica, e concessero solamente 6.000 visti. Ma 40.000 ebrei, di cui 30.000 provenienti dai campi dei dispersi, emigrarono illegalmente in Palestina (vedi più avanti).
Fin dall'ottobre del 1943 gli Alleati si erano incontrati per discutere quali azioni legali si sarebbero dovute intraprendere nei confronti dei criminali di guerra tedeschi una volta che le forze dell'Asse fossero state sconfitte. Poche settimane dopo la resa, fu istituito a Norimberga un tribunale militare internazionale per processare i criminali nazisti prigionieri e gli altri che erano riusciti a fuggire. Il tribunale aveva otto giudici, due per ogni paese fra i quattro vincitori (Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Unione Sovietica). Ventuno dei ventiquattro nazisti accusati subirono la prima serie di processi nota col nome di processo di Norimberga. Le accuse contro di loro erano: cospirazione, crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Cospirazione: patto giurato fra due o più persone al fine di commettere insieme un crimine, una truffa o altro atto malvagio.
Crimini contro la pace: insieme di atti volti a dare inizio a una guerra di aggressione.
Crimini di guerra: crimini compiuti in tempo di guerra contro il nemico o i prigionari in violazione agli accordi internazionali che regolano la guerra, come per esempio il maltrattamento dei prigionieri, l'assassinio, l'obbligo dei lavori forzati per i civili.
Crimini contro l'umanità: la definizione di questo tipo di crimine avvenne proprio in occasione del processo di Norimberga. Vi si comprendono reati contro persone o gruppi, quali l'assassinio, la riduzione in schiavitù, l'eccidio di massa e il maltrattamento dei civili, la deportazione o la persecuzione religiosa, punibili indipendentemente dal fatto che non siano ritenuti tali nel momento in cui vengono commessi e/o nel paese in cui sono commessi (nella Germania nazista deportare e sterminare ebrei era un atto legale).
Il primo processo durò dieci mesi. Undici imputati vennero condannati a
morte, sette ricevettero condanne molto lunghe e tre andarono assolti. Un anno
più tardi furono condannati a morte altri ventiquattro criminali di guerra, e
117 ricevettero condanne al carcere.
Scopo dei processi era punire quei capi nazisti che avevano ispirato e
cercato di portare a compimento il grande piano nazista per ridurre il mondo
in schiavitù. I giudici si rifiutarono di giudicare, per dirla con il
Procuratore capo americano, «barbarie e perversioni» individuali che potevano
aver avuto luogo.
Per molti accusati la linea difensiva fu che stavano «soltanto eseguendo degli
ordini». Simile giustificazione fu respinta dai giudici di Norimberga.
Singoli stati che avevano subito il giogo nazista furono incoraggiati dal processo di Norimberga a intentare azioni legali contro migliaia di altri criminali di guerra che avevano commesso grandi atrocità nei confronti dei loro cittadini. Accadde in molti paesi, e migliaia di altri criminali di guerra furono condannati a morte o incarcerati. Un caso celebre fu quello di Adolf Eichmann, rintracciato dagli agenti segreti israeliani in Argentina e rapito in modo da poter essere processato in Israele. L'uomo che ebbe la parte principale nel ritrovamento di Eichmann fu Simon Wiesenthal, che inseguì e stanò più di mille criminali nazisti. Eichmann, responsabile dei corpi militari che presiedevano alle deportazioni, fu processato nel 1961 e impiccato. Egli fu fino a quel momento l'unico criminale di guerra a essere processato e accusato solamente di crimini contro il popolo ebraico.
Migliaia di criminali nazisti riuscirono a eludere la giustizia e a trovare asilo sotto mentite spoglie in paesi che simpatizzavano con le loro idee. Il governo degli Stati Uniti in più di un'occasione ha partecipato a complotti tesi a favorire la fuga di alcuni di essi. Molti di questi criminali erano scienziati o ingegneri di talento, e il governo statunitense di quel tempo stabilì che era più importante per gli USA sfruttare quel talento che veder trionfare la giustizia. Le ricerche spaziali americane degli anni Cinquanta e Sessanta furono influenzate pesantemente dal lavoro di scienziati tedeschi che si erano resi responsabili di crimini di guerra.
Non più del 20% dei 150.000 criminali di guerra nazisti sono stati processati. Milioni di altri la cui complicità era necessaria per la "soluzione finale" e il piano di dominazione del mondo sfuggirono al castigo. Oggi, mezzo secolo dopo che questi crimini sono stati commessi, la ricerca dei responsabili continua.
Dopo la resa, gli Alleati pretesero che il governo tedesco cominciasse a
risarcire le vittime e le agenzie che le rappresentavano. Nel tempo, molti ebrei
sopravvissuti ai campi
di sterminio ricevettero un indennizzo equivalente alla proprietà che
era stata loro confiscata.
Nel 1952 la Repubblica federale tedesca, il nuovo paese democratico nato
dalla fusione dei tre settori inglese, francese e americano, firmò con Israele
un trattato secondo il quale essa si impegnava a risarcire all'incirca un
miliardo di dollari in un periodo di dodici anni.
Nel febbraio del 1990 la Germania orientale ammise per la prima volta di
essere responsabile anch'essa dei crimini di guerra perpetrati dal popolo
tedesco durante la seconda guerra mondiale, e accettò di pagare gli indennizzi.
La fondazione dello stato di Israele
Per i sopravvissuti, l'unico aspetto positivo della tragedia fu la fondazione dello stato ebraico di Israele. Esso fu dichiarato stato sovrano il 14 maggio 1948; molti dei suoi cittadini di allora erano passati attraverso l'Olocausto. Prima di ottenere lo status di nazione, Israele aveva fatto parte della Palestina controllata dagli inglesi. Nel tentativo di pacificare gli arabi, gli inglesi avevano cercato di limitare moltissimo l'immigrazione degli ebrei in Palestina. Gli arabi, come gli ebrei, ritenevano che la Palestina fosse la loro patria. Una risoluzione delle Nazioni Unite del 1947 aveva sancito la divisione della Palestina in due settori, l'arabo e l'ebraico. Gli ebrei accettarono il piano, ma la Lega Araba lo rifiutò.
Quando gli ebrei dichiararono la nascita dello stato di Israele, sei paesi arabi che si opponevano alla sua creazione invasero i territori, sperando di spingere gli ebrei fino al Mediterraneo. Molti arabi rimasero in Israele, ma centinaia di migliaia abbandonarono la Palestina durante la guerra. L'invasione venne respinta e una nazione i cui cittadini erano in gran parte persone che i nazisti avevano cercato di assassinare vide la luce.
Neonazisti e revisionisti americani
Esistono negli Stati Uniti alcune organizzazioni, con pochi iscritti ma assai rumorose, il cui messaggio di razzismo, antisemitismo e intolleranza nei confronti di qualunque minoranza è simile a quello del Partito nazista tedesco degli anni Trenta. Molti membri di queste associazioni ai tempi di Hitler neanche erano nati. Alcuni dei loro leader negano che l'Olocausto sia mai avvenuto, e affermano si tratti di un'invenzione degli ebrei per infamare la razza ariana. Questo tipo di atteggiamento viene chiamato revisionismo storico. Altri gruppi affermano che, se l'Olocausto ebbe luogo, era giustificato allora come lo sarebbe oggi. La dottrina neonazista caldeggia l'aggiunta nei forni crematori di persone appartenenti ad altre minoranze (neri, ispano-americani ecc.).
È capitato che persone appartenenti ai gruppi neonazisti siano state condannate per crimini che variano dall'omicidio al vandalismo nelle sinagoghe o nelle chiese, all'intimidazione di ebrei o di altre minoranze mediante minacce di violenza o aggressioni fisiche vere e proprie. In tutti gli Stati Uniti gli iscritti a organizzazioni di questo tipo non superano qualche migliaio di persone.
Il trattato delle Nazioni Unite sul genocidio
Il 19 febbraio 1986 il Congresso degli Stati Uniti ratificò il trattato
delle Nazioni Unite che condanna il genocidio.
Il trattato del 1948 era stato firmato dal presidente Harry Truman, ma fu
bloccato al Senato per preoccupazioni riguardanti il suo effetto sulla sovranità
degli USA. Quando finalmente il documento fu siglato, furono apportati alcuni
emendamenti in quel senso. Conseguentemente, il 19 ottobre 1988, venne
promulgata al Congresso una legge di appoggio al trattato. Questa legge punisce
con l'ergastolo e con sanzioni
fino a un milione di dollari chi compie certi atti «nell'intento specifico di
distruggere, completamente o in gran parte, un gruppo nazionale, etnico,
razziale o religioso».
Più di novanta nazioni, compresa l'Unione Sovietica, avevano già ratificato il
trattato.