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saxofoni, a differenza della maggior parte degli strumenti
musicali, hanno origini piuttosto recenti. Devono il nome al
suo inventore, il belga Adolphe Sax, che circa 150 anni fa
ebbe l’idea di innestare una ancia da clarinetto in un tubo
di ottone per avere un suono più corposo, adatto per le bande
militari. Lo strumento appena inventato ebbe successo, e la
numerosa famiglia di saxofoni contava ben 14 strumenti diversi
tra di loro, in modo da poter suonare le melodie più acute
così come quelle più gravi. Col tempo la famiglia si è
sfoltita, e oggi vengono usati generalmente quattro saxofoni:
il saxofono soprano, che è diritto come il clarinetto ma,
essendo di ottone, è metallico e lucente, il saxofono
contralto, quello tenore e quello baritono. In Falstaff 2001
troveremo questi ultimi tre strumenti.
Ci si domanda sempre perché
il saxofono, confidenzialmente soprannominato sax, sia fatto
di ottone come gli ottoni ma sia invece considerato parte dei
legni. Ebbene, la risposta è che tutti gli ottoni sono
accomunati dal fatto di non avere ance, e che il saxofono è
un parente strettissimo del clarinetto, tanto che spesso i
clarinettisti sono anche buoni esecutori di sax. D’altra
parte è anche vero che il suo suono, robusto e corposo, si
trova a suo agio anche a fianco degli ottoni, con i quali
riesce a bilanciarsi meglio dei più deboli legni. Nelle jazz
band, infatti, oltre a trombe e tromboni troviamo un’intera
sezione di sax.
(Nell'immagine, da sinistra:
saxofono tenore, saxofono soprano)
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