Don Pietro Laini
"Fede e Musica"
Nacque
a Lovere (Bg) il 16 maggio 1875 dall'avv. prof. Giov. Antonio e da Santina
Grassi di Schilpario. Nella famiglia era già assai diffuso il talento della
musica: il padre era pianista, la sorella Irma era un discreto soprano, il
fratello Fiorino si diplomò in pianoforte, e ben presto anche in lui emerse una
innata dote musicale, che poté coltivare frequentando l'accademia Tadini di
Lovere.
Entrò
in seminario a Brescia e poi fu trasferito a Belluno dove conquistò ottimi
voti e grande fiducia dai superiori.
Fu
ammesso agli ordini minori e nel 1899 fu ordinato a Bergamo da mons. Guindani.
Parallelamente,
come promesso al padre, aveva continuato gli studi di pianoforte e organo e
nel 1900 si diplomò «summa cum laude» al conservatorio di Venezia.
Dopo
essere stato vicario e cooperatore in due parrocchie di Belluno e coadiutore
nella parrocchia di S. Giovanni a Brescia, nel gennaio 1908 partecipò e
stravinse il concorso per il posto di organista nella parrocchiale di Breno
(posto lasciato dal maestro Ravelli) dove fu quindi trasferito con l'incarico
di coadiutore del parroco Don Domenico Faustinelli.
A
Breno fu vivissima presenza in parrocchia e in oratorio, ma soprattutto grande
promotore e coordinatore di attività musicali: dopo soli tre mesi dal suo
ingresso in paese aveva già insegnato a cantori e suonatori la Messa del
Messelet; nello stesso anno a luglio teneva in piazza il primo concerto con un
nutrito programma; per la solennità della Assunta insegnò una messa facile ad
una quindicina di ragazzi...
Nel
1909 fondò la «Filarmonica brenese» una scelta schola cantorum annessa alla
banda: un complesso da fare invidia alla banda municipale di Breno.
Non
si contano le presenze della «Filarmonica» nelle feste paesane e in tutta
valle, occasioni per le quali Don Pietro non mancava di comporre dei pezzi sacri
o profani, ma sempre semplici e accessibili al popolo: questo era il suo fermo
proposito.
Egli
visse di musica e l'amò fino alla fine della sua vita terrena.
Morì
l'il marzo 1967 alla veneranda età di 92 anni. La sua salma dopo un
affollatissimo funerale, fu sepolta ad Angolo nella tomba di famiglia. Ma la sua
memoria resterà viva nei secoli grazie alla splendida eredità che ci lascia:
un repertorio di quasi un centinaio di pezzi di musica sacra e profana, fra i
quali ricordiamo la «Missa Melodica in onore della Beata Bartolomea Capitanio»
a due voci uguali (1938) che ebbe l'onore di venire eseguita in San Pietro a
Roma dal Perosi, uno dei maggiori compositori di musica sacra del nostro secolo.
Fra le composizioni profane abbiamo ben 21 musicalizzazioni di colorite opere
del poeta dialettale bresciano Angelo Canossi. Ancora oggi a Breno la gente
anziana ricorda con tanta nostalgia le pastorali della notte di Natale del «suo
Don Pietro».
Questi
brani sono musicati su un testo dialettale
del
poeta bresciano Angelo Canossi
e
rappresentano un semplice esempio della
produzione
di questo grande artista..